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Compostaggio e compostiere di comunità, cosa sono e come funziona a Salerno

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Il Compostaggio e le Compostiere di comunità, le nostre proposte

Cos'è il #Compostaggio e qual e' la situazione a #Salerno? Ecco le nostre proposte👉👉 #CONDIVIDI e diffondi l'informazione!Il Compostaggio è un processo di riciclaggio dei rifiuti organici attraverso il quale si ottiene un ottimo fertilizzante naturale, chiamato "compost".Parlare di rifiuti, ed in particolare parlare della gestione della frazione umida dei rifiuti, a Salerno è impresa ardua. Sì, perché il racconto che è andato avanti per anni attraverso i proclami, le inaugurazioni e la propaganda, si è rivelato nel lungo periodo una disfatta per i cittadini salernitani, sia in termini economici, sia in termini ambientali.Non bisogna tornare eccessivamente indietro con gli anni per ricordare quei numeri, definiti “straordinari”, che ci raccontavano una raccolta differenziata che superava ogni livello di immaginazione. Con il suo 70% ed oltre, De Luca è andato in ogni dove a raccontare il miracolo salernitano paragonandolo alle disfatte napoletane in materia di raccolta rifiuti.Per molto tempo ci hanno illuso del risultato ottenuto anche grazie all’installazione di un impianto di compostaggio da ben 23mila tonnellate. Un gioiello che avrebbe dovuto creare un circolo virtuoso nell’economia salernitana, sia in termini di lavoro che in termini di risparmio sulle bollette dei cittadini.Poi è arrivata la scure dell’ANAC a far tornare tutti con i piedi per terra, cosicché il castello di cartapesta non ha resistito allo tsunami di irregolarità rilevate dall’organo di controllo.Ciò che fa più rabbia è il danno che i cittadini continuano a subire nel silenzio generale. Oltre a quello ambientale, dovuto alla creazione di un sistema di smaltimento di tipo misto in cui, dopo una spremitura dell’umido, la parte solida viene compostata in modo aerobico mentre quella liquida in anaerobico, esiste un danno economico dovuto alla pessima gestione dell’impianto che non ha permesso una sostanziale riduzione dei costi a vantaggio della collettività.Non sono stati rispettati i parametri di certificazione dei rifiuti conferiti, non è stato formato il personale del Comune (come previsto nel primo contratto di gestione), non sono state attuate quelle regole da “buon padre di famiglia” in fase di realizzazione che avrebbero dovuto consentire il minor esborso pubblico con la massima efficienza.Inoltre dobbiamo constatare che, ad oggi, l’impianto risulterebbe ancora chiuso (ormai da molti mesi) e tutta la frazione umida prodotta dai salernitani finirebbe in altri impianti fuori città con ulteriori aggravi di costi a nostro carico.LA NOSTRA PROPOSTANoi vorremmo una discussione e una programmazione seria della gestione dei rifiuti, che miri a soluzioni tecnicamente ed economicamente vantaggiose sia da un punto di vista economico che ambientale. Oggi esistono le tecnologie per ottenere questi risultati, manca solo la volontà politica ad attuarle.Abbiamo sollecitato il comune ad attivarsi per richiedere alla regione campania una compostiera di comunità da installare nella zona orientale della città al fine di iniziare a programmare un progetto condiviso e comunitario dai connotati nettamente più partecipativi.Crediamo fermamente che gran parte dell’umido possa e debba essere smaltito in impianti di quartiere che siano in grado di garantire non solo la riduzione del trasporto, con notevoli vantaggi ambientali e di mobilità, ma che possano finalmente aumentare il senso civico della nostra comunità nei confronti della raccolta differenziata.Anche la legge viene incontro a questo tipo di politica attraverso la riduzione della tassa che certamente è il primo incentivo su cui far leva per sensibilizzare i cittadini. A Salerno quasi nulla è stato fatto in termini di comunicazione e la sensibile riduzione della quantità e della qualità della differenziata ne è la dimostrazione.Ci auguriamo che in futuro la nostra voce e quella di tutti i cittadini, sia più ascoltata nel palazzo di città.#RifiutiZero

Pubblicato da Amici di Beppe Grillo di Salerno su Venerdì 4 agosto 2017

Compostaggio e compostiere di comunità, cosa sono e come funziona a Salerno

Il Compostaggio è un processo di riciclaggio dei rifiuti organici attraverso il quale si ottiene un ottimo fertilizzante naturale, chiamato “compost”.

Parlare di rifiuti, ed in particolare parlare della gestione della frazione umida dei rifiuti, a Salerno è impresa ardua. Sì, perché il racconto che è andato avanti per anni attraverso i proclami, le inaugurazioni e la propaganda, si è rivelato nel lungo periodo una disfatta per i cittadini salernitani, sia in termini economici, sia in termini ambientali.
Non bisogna tornare eccessivamente indietro con gli anni per ricordare quei numeri, definiti “straordinari”, che ci raccontavano una raccolta differenziata che superava ogni livello di immaginazione. Con il suo 70% ed oltre, De Luca è andato in ogni dove a raccontare il miracolo salernitano paragonandolo alle disfatte napoletane in materia di raccolta rifiuti.
Per molto tempo ci hanno illuso del risultato ottenuto anche grazie all’installazione di un impianto di compostaggio da ben 23mila tonnellate. Un gioiello che avrebbe dovuto creare un circolo virtuoso nell’economia salernitana, sia in termini di lavoro che in termini di risparmio sulle bollette dei cittadini.
Poi è arrivata la scure dell’ANAC a far tornare tutti con i piedi per terra, cosicché il castello di cartapesta non ha resistito allo tsunami di irregolarità rilevate dall’organo di controllo.
Ciò che fa più rabbia è il danno che i cittadini continuano a subire nel silenzio generale. Oltre a quello ambientale, dovuto alla creazione di un sistema di smaltimento di tipo misto in cui, dopo una spremitura dell’umido, la parte solida viene compostata in modo aerobico mentre quella liquida in anaerobico, esiste un danno economico dovuto alla pessima gestione dell’impianto che non ha permesso una sostanziale riduzione dei costi a vantaggio della collettività.
Non sono stati rispettati i parametri di certificazione dei rifiuti conferiti, non è stato formato il personale del Comune (come previsto nel primo contratto di gestione), non sono state attuate quelle regole da “buon padre di famiglia” in fase di realizzazione che avrebbero dovuto consentire il minor esborso pubblico con la massima efficienza.
Inoltre dobbiamo constatare che, ad oggi, l’impianto risulterebbe ancora chiuso (ormai da molti mesi) e tutta la frazione umida prodotta dai salernitani finirebbe in altri impianti fuori città con ulteriori aggravi di costi a nostro carico.

LA NOSTRA PROPOSTA
Noi vorremmo una discussione e una programmazione seria della gestione dei rifiuti, che miri a soluzioni tecnicamente ed economicamente vantaggiose sia da un punto di vista economico che ambientale. Oggi esistono le tecnologie per ottenere questi risultati, manca solo la volontà politica ad attuarle.
Abbiamo sollecitato il comune ad attivarsi per richiedere alla regione campania una compostiera di comunità da installare nella zona orientale della città al fine di iniziare a programmare un progetto condiviso e comunitario dai connotati nettamente più partecipativi.
Crediamo fermamente che gran parte dell’umido possa e debba essere smaltito in impianti di quartiere che siano in grado di garantire non solo la riduzione del trasporto, con notevoli vantaggi ambientali e di mobilità, ma che possano finalmente aumentare il senso civico della nostra comunità nei confronti della raccolta differenziata.
Anche la legge viene incontro a questo tipo di politica attraverso la riduzione della tassa che certamente è il primo incentivo su cui far leva per sensibilizzare i cittadini. A Salerno quasi nulla è stato fatto in termini di comunicazione e la sensibile riduzione della quantità e della qualità della differenziata ne è la dimostrazione.
Ci auguriamo che in futuro la nostra voce e quella di tutti i cittadini, sia più ascoltata nel palazzo di città.