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Archivio di Stato: Canfora rispondi!

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CANFORA RISPONDI!

Oggi, 26 luglio 2017, siamo tornati alla Provincia di Salerno, a distanza di un mese dalla consegna al Presidente Canfora della petizione popolare firmata da ben 1136 cittadini di Salerno e della sua provincia per richiedere l’annullamento della delibera n. 223 del 2015 che ha disposto la (s)vendita della sede dell’Archivio di Stato di Salerno.
L’edificio è situato a piazza Abate Conforti, nel centro storico di Salerno, ad un passo dal complesso monumentale di Santa Sofia e dal normanno duomo del capoluogo campano, ed è stato messo in vendita a 16 milioni di euro.
Un atto che reputiamo offensivo, quello dell’inserimento di questo BENE CULTURALE nel piano di alienazione della Provincia, che potrebbe portare nelle mani di un privato un edificio storico che risale addirittura al XIV secolo e che ha ospitato nei secoli scorsi importanti istituzioni, come la Regia Udienza, creata nel periodo aragonese e soppressa nel 1806. Oggi è sede dell’Archivio di Stato di Salerno e custodisce un patrimonio documentario preziosissimo che copre un arco cronologico compreso tra poco prima dell’anno 1000 e gli anni ’60 del Novecento.

Ricordiamo che una grave colpa è attribuibile al MIBACT (Ministero dei Beni e Attività Culturali e del Turismo), che ha fatto ricorso al TAR per scongiurare la vendita e far rientrare lo stabile nel suo patrimonio, appellandosi alla legge 125 del 2015 che avrebbe consentito il trasferimento GRATUITO al Mibact degli immobili demaniali di proprietà delle Provincie adibiti a sede degli Archivi di Stato, tra cui, dunque, l’Archivio di Stato di Salerno.
Nel marzo 2017, però, i giudici della seconda sezione del TAR di Salerno hanno deciso di rigettare il ricorso del Mibact, in quanto lo stesso Ministero avrebbe dovuto adottare un piano di razionalizzazione degli archivi e degli altri istituti culturali delle Province entro il 31 ottobre 2015, mentre il piano di alienazione della Provincia è stato approvato il 21 dicembre 2015, quindi due mesi dopo.
La grave inadempienza dell’ “esperto” Ministro Franceschini, targato PD, ha quindi permesso alla Provincia, retta da Canfora dello stesso partito, di riconfermare il piano di alienazione con la delibera del Consiglio Provinciale n. 155 del 2016.

Noi non ci fermiamo di fronte a questo atto gravissimo, contro la CULTURA E L’IDENTITA’ della cittadinanza salernitana e della provincia, e chiediamo una risposta chiara e definitiva da parte del Presidente Canfora, che può scongiurarne la vendita annullando, come da noi richiesto, quella delibera che ne ha disposto l’alienazione.
Non si possono ignorare 1136 cittadini che hanno sottoscritto la petizione e lo stesso statuto della Provincia, all’art. 17, prevede che tale istituzione debba rispondere ENTRO UN MESE alle istanze presentate da un numero pari o superiore alle 1000 persone.

Il mese è scoccato oggi ed il Presidente Canfora è silente.
NOI ANDREMO FINO IN FONDO!